Amazon e i 3.000 supermercati senza casse: che impatto avranno?

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24/09/2018 - Dopo l’apertura dei primi Store a Seattle e Chicago, dove gli utenti pagano la spesa semplicemente oltrepassando la porta d’uscita, il colosso starebbe lavorando per inaugurarne migliaia in tutti gli Stati Uniti entro il 2021. Significherebbe addio code alle casse ma anche un totale cambiamento dell’esperienza di acquisto offline

Ce ne sono già tre a Seattle, la città che ospita la sede di Amazon. E ne è appena stato inaugurato uno a Chicago. Ma la diffusione dei supermercati senza casse né cassieri progettati e costruiti dal colosso di ecommerce — si chiamano Amazon Go — non è certo limitata a queste due città. Secondo Bloomberg, la società sta già pensando di aprirne altri tremila entro il 2021, conquistando così una solida (e tecnologica) clientela in tutti gli Stati Uniti. E mettendo in crisi le catene low cost come 7 Eleven o quelle di fast food che si basano proprio sulla velocità, come Subway (i pasti freschi e pronti da mangiare sono uno degli articoli su cui più punta Amazon). Funziona così: prima di entrare si scarica l’app, poi ai tornelli si passa lo smartphone sullo scanner. Da qui in poi ci penserà lui a registrare tutto ciò che mettiamo nel carrello — attraverso un gioco di sensori e telecamere — e ad addebitarcene il pagamento attraverso la carta di credito abilitata. All’uscita (di nuovo ci sono i tornelli) ci verrà recapitato direttamente sul telefono lo scontrino.

Un nuovo modo di fare acquisti
Non è facile realizzare un supermercato come quelli di Amazon Go. Dietro, c’è un sistema tecnologico raffinato, nonché una fase di sperimentazione complessa, che ne ha ritardato l’inaugurazione di un anno. Ma ora che tutto funziona e l’espansione pare già essere allo studio, si può anche iniziare a pensare alle implicazioni che questo nuovo modo di fare la spesa comporteranno nel breve futuro. Implicazioni «massive», sostiene Richard Kestenbaum su Forbes. A partire dall’inevitabile allarme rosso che suonerà in tutti quegli Store che — per mancanza di una visione o mancanza di soldi — non potranno mettersi in pari con l’innovazione tecnologica. Niente casse significa niente code. Un supermercato tradizionale di certo non può competere con questa comodità. E la (lenta) rivoluzione di certo non può che spalmarsi anche sulle altre attività. Perché devo aspettare il mio turno in un negozio di scarpe o di oggettistica per la casa quando mi sono abitato a prendere gli articoli che mi interessano e uscire tranquillamente al supermercato? Ci mancherà la pazienza. Da qui, la conseguenza sociologica: l’esperienza di shopping non sarà più la stessa. E quella economica: l’entrata a due piedi di Amazon nel mondo del retail «offline» porterà a grossi spostamenti di capitali. Da una parte investimenti sulla tecnologia e la ricerca. Dall’altra, la chiusura di negozi che non sono stati in grado di allinearsi a questo nuovo modo di fare acquisti.

I concorrenti
Certo è che la sfida, per Amazon stessa, è tutta ancora da vincere. Anche perché se le indiscrezioni di Bloomberg — si prevedono 10 negozi entro la fine dell’anno, 50 entro il 2019 e poi 3.000 per il 2021 — dovessero essere confermate, oltre a diventare la catena più diffusa negli Stati Uniti significherebbe fare un investimento davvero importante. Anche per una società che ha superato i mille miliardi di valore. Per completare il solo hardware del primo Amazon Go a Seattle, è stato speso un milione di dollari. Poi c’è da considerare la concorrenza, da Ibm a Cisco, sono molti i colossi tech che hanno annusato le potenzialità dell’innovazione nel retailing «offline» e stanno sviluppando sistemi simili a quello di Amazon. A cominciare dal colosso americano Walmart, che a luglio ha annunciato l’alleanza con Microsoft per creare dei supermercati — appunto — che non hanno più bisogno di casse e cassieri.

di Michela Rovelli

Fonte:https://www.corriere.it/tecnologia/18_settembre_24/amazon-go-3000-supermercati-senza-casse-che-impatto-avranno-4af21e70-bfd0-11e8-87f0-6ab07052ec48.shtml

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